inMovimento di Andrea Benetti - Arte Fiera 2017

News del: 26/01/2017


In occasione di Arte Fiera 2017, Andrea Benetti ha allestito una mostra presso l'ex Ospedale dei Bastardini, a pochi passi da Piazza Maggiore, cuore del centro di Bologna.
La mostra intitolata "inMovimento", a cura di Ilaria Schipani, presentava una nuova collezione di opere del filone della pittura Neorupestre denominato "Un primitivo nel Terzo Millennio", con il quale Benetti ipotizza il ritorno di un immaginario uomo primitivo nella contemporaneità e gioca a scegliere quali potrebbero essere i simboli, i soggetti, che questo ipotetico uomo delle caverne sceglierebbe oggi, per sostituire i mammut, gli uri, i cavalli ed i bisonti.
All'interno di questa varia scelta iconografica, Andrea Benetti seleziona i mezzi di locomozione, i nuovi protagonisti della nostra civiltà, secondi solo ai mezzi di comunicazione.

inMovimento I, 2016, cm 40 x 80, olio e ossidi su tela
inMovimento I, 
2016, cm 40 x 80, olio ed ossidi su tela

IL VIDEO PROMO ·  ART CITY WHITE NIGHT ·  L'INVITO DELLA MOSTRA ·  IL VIDEO

inMovimento

Terre colorate, ruggini ed incisioni danno vita a contemporanei petroglifi i cui soggetti non sono più bottini di caccia e lotte tra i primi uomini e animali, ma i simboli più acclamati della nostra era: macchine, areoplani, treni, la mitica Vespa 50 special, mezzi di trasporto che permettono all’uomo 3.0 di essere sempre inMovimento e che Andrea Benetti utilizza per ricondurci invece indietro nel tempo, come è solito fare attraverso la sua Arte Neorupestre. Basata sulla riproduzione della maniera dei primitivi, l’arte di Benetti riprende lo stile delle antiche incisioni nelle caverne, omaggiandone la scoperta e l’iniziazione dell’arte stessa e dell’astrattismo.
Il rimando all’arte preistorica è per Benetti un tentativo e un invito a riflettere sul presente attraverso un confronto col passato. L’artista, come un moderno primitivo che non si rassegna e fa travolgere dal frenetico avanzare del progresso, “sospende” ed incide, come i suoi antenati, simboli e immaginari del più attuale lifestyle, campi da golf, barche, motoscafi che sfilano in mare come nelle più comuni pubblicità di vacanze in località balneari. Ed ecco emergere un originale salto temporale che mescola presente e passato, preistorico e popular. Un’iconografia Pop(historica), in cui forme geometriche ed elementari, tipiche dei disegni primitivi, fanno ora da sfondo e decorano campionari di mezzi a due e quattro ruote. Multipli di figure riempiono i piani in gesso dei bassorilievi, a volte sospese su sfondi monocromi, a volte si allineano come nella più fortunata sorte delle slot machine.
Il progresso è evidente. Rispetto ai desideri e ai bisogni dei nostri antenati, vi è un cambio di prospettiva, di interessi, di riferimenti dell’uomo moderno. E Benetti mette in scena questo cambiamento, ovvio se si considera esclusivamente il fattore temporale, ma non così scontato se si volge uno sguardo al presente e soprattutto al futuro che verrà. Le Vespe, come centauri, assumono per metà l’aspetto di animali. Ed ecco che le origini ritornano sempre, si impongono, non possiamo prescindere dalla nostra natura e dalle nostre radici. La presenza costante della flora e fauna è volta a ricordarci il nostro essere ospiti sulla Terra, anche se nelle opere di Benetti la convivenza con l’ingombrante esserci dell’uomo e dei suoi prodotti appare più idilliaca di quanto sia in realtà. Ma è parte del messaggio dell’artista: è un invito alla riflessione e al confronto. La terra, gli uomini, le macchine tutti in movimento, continuo avanzamento… ma in questa “grande accelerazione” dov’è il traguardo?

Ilaria Schipani